CHI SONO

Difficile definirmi in un unico termine. Anche perchè molte volte si tende a stabilire chi è una persona per quello che fa e non per quello che realmente è. Comunque per fare un accenno anche su di me, posso dire che sono del 1968 di Roma sposato con 4 figli,  e da sempre tremendamente curioso di capire le cose come funzionano. Questa propensione non è stata però indolore. Tra svariate ingessature, punti di sutura sparsi, e continui viavai dai pronto soccorsi romani molto praticati durante la mia adolescenza, sempre l’unico denominatore comune  era la smania di smontare e inventare. Non mi bastava “giocare” con un gioco dovevo capire come funzionava! Crescendo ho finalmente canalizzato (trovando io ed i miei genitori un po di pace) questa curiosità,  quando per la prima volta conobbi il primo PC (un IBM 8088 di un mio amico)  a cui mi affezionai visceralmente. Riuscii a farmene comprare uno (usatissimo ricordo con monitor a fosfori verdi, e a rate!)  ed iniziai un affascinante percorso  verso il mondo della programmazione, che mi portava a perdere la cognizione del tempo ogni volta che usavo il PC.  Da li in poi, è stato uno spettacolo entusiasmante l’assistere a come in maniera cosi rapida tutto si è evoluto.  Dalla programmazione, all’analisi, allo sviluppo di sistemi, alla multimedialità, alla formazione, e tanto altro, unico denominatore comune è sempre stato l’obiettivo da raggiungere… e chissà quanti ancora ce ne saranno.
I MIEI LAVORI

IT MAKER PROJECT

L’ IT  Maker Project  fa parte di quelle figure cosiddette “strategiche” presenti all’interno di un’organizzazione. Senza confonderlo con la mitica figura di “bob aggiustatutto” dell’informatica, si pone all’interno dell’organigramma  a livello verticistico ma nello stesso tempo trasversale.  Ricalcando  i principi che in Francia con l’ École 42 vengono promossi e sostenuti (una scuola per programmatori totalmente privata, fondata e  finanziata da Xavier Niel), l’ITPM finalizza tutti i suoi sforzi sulla condivisione e fruizione della conoscenza ai fini progettuali.

Quale formazione serve?

L’esempio dell’Ecole 42 è assolutamente calzante. Infatti, uno dei punti di forza maggiori di suddetta scuola, è che non esiste uno stereotipo formativo, ma una fortissima propensione al raggiungimento degli obiettivi, e l’esperienza maturata sul campo.  Nel mio caso ad esempio, pur iniziando come programmatore (in tenera età), ho man mano che le esigenze progettuali lo richiedevano,  spaziato in vari ambiti, (hardware, server,reti, informatica sanitaria, musica) per poi approdare alla gestione di progetti informatici.

Come si esprime questo lavoro nella realtà

Come ogni azione che è vincolata al raggiungimento di un obiettivo, è indispensabile basarsi su un metodo. Molte persone pensano che anche per le forme più astruse e libere di espressione (come ad esempio quelle artistiche) tutto sia dettato dal solo estro o dall’istinto libero. In realtà non è cosi. Il nostro cervello utilizza in quota parte la logica, anche in cose che apparentemente non ne necessitano, e viceversa può esserci una sorta di estro anche in quelle attività che per antonomasia fanno largo consumo di risorse mentali cosiddette “logiche”.

Ma poi cosa si è capace a fare?

Se ponete questa domanda ad un addetto ai lavori, sentirete tanti termini e acronimi complicati da capire, come ad esempio (DB Administrator, SEO, Sviluppatore, IT Manager, ecc..). Tutti parole che categorizzano una professionalità verticale, che sicuramente è di eccellenza, ma che appunto non sempre da la possibilità di poter avere una visione d’insieme più “spaziale”. Proprio su questa spazialità invece che si basa il lavoro di IT Project Maker che può ricoprire tanti ruoli “depotenziati”, che man mano in base alle varie esigenze possono essere piu’ o meno approfonditi. C’è da dire, che gran parte del lavoro va fatto su di se imparando dai fallimenti e condividendo i successi, cercando sempre di  capire le proprie potenzialità e le proprie carenze e su queste lavorarci sopra.  E’ necessario comunque,  dotarsi di un approccio metodologico serio e possibilmente certificato come quello proposto ad esempio dal PMI o ITIL. Tutti “metodi”  che aiutano quanto meno concettualmente,  ad affrontare i progetti in maniera completa senza tralasciare nulla.

A dimenticavo.

Non tentate di trovare  IT Maker Project su Wikypedia, perchè non lo troverete ne li ne altrove.. Perché ? Perchè è un nuovo termine che per la cronaca proprio la famosa “enciclopedia libera” Wikypedia ha rifiutato di pubblicare…pazienza ce ne faremo una ragione.

LIBRI


AMAZON Libri

 
“INFORMATICA NELLE SPERIMENTAZIONI CLINICHE DALL’IDEA AL RISULTATO”
Il libro analizza attraverso esempi concreti e suggerimenti operativi tutti vari punti che coinvolgono l’informatica in una sperimentazione clinica. Tra questi vengono anche affrontati argomenti inerenti la privacy, il trattamento dei dati, e riferimenti regolatori.
Leggi Anteprima
 
  

 

Presto On-Line

 

“DIO LOGICO”

Un libro, che raccoglie alcune riflessioni che ci portano a tentare di capire come ragiona DIO con noi.  Non è non un trattato teologico ne un mattone filosofico, ma un modo “provocatorio” per cercare di fermarci a riflettere sul senso che ha la nostra  vita.

 

SITE PROJECT


DATOCLINICO.IT (beta )  un sito che nasce dall’esigenza di realizzare una piattaforma in grado di fornire informazioni inerenti all’IT e al mondo della ricerca clinica. Utilizza un algoritmo di scrapping per  acquisire informazioni ed articoli in maniera automatica da tutta una serie di siti governativi e non.
PREGOPERTE.COM Rendere “virale” la preghiera attraverso gli stessi principi che tipicizzano gli algoritmi per il mondo del marketing è l’obiettivo di questo sito. Già da diversi anni rappresenta una risorsa digitale attraverso la quale chiunque senza differenza di sesso o di formazione religiosa, può fare una richiesta di preghiera e rendere questa un elemento di propagazione nella rete, attraverso social network e specifiche mailing list.

PROGETTI IN CANTIERE


REALTA’ AUMENTATA. In fase diprogettazione un sistema che attraverso app comuni possa utilizzare questa tecnologia in ambito ludico – ricreativi
NETWORKING URBANO La vita soprattutto in una città come Roma, può essere malgrado la quantità di persone che ci abitano un deserto o un campo di battaglia. E’ il momento di ritornare alle origini dei piccoli centri. Un progetto innovativo traduce questo in realtà, per una collaborazione attiva della cittadinanza sia per i servizi che per le relazioni interpersonali.
ARDUINO lab. Assieme ai miei figli ci immergiamo in questo fantastico mondo, dove robotica, sensoristica, programmazione e tanto altro .. fa “brodo” per ideare e divertirsi assieme.